lo scopriremo solo scrivendo

Lo scopriremo solo scrivendo. L’odissea occupazionale di un’operaia della parola

Sono molto felice di questo #selfie con Franca Di Muzio, una amica, una collega, una che sa “trovare sempre le parole” e mettere le virgole nei punti giusti.
Franca è una #copywriter di origini teatine che ha appena pubblicato il suo primo libro Lo scopriremo solo scrivendo” l’odissea occupazionale di un’operaia della parola.
Un libro che tratteggia con ironia, a volte feroce, le ipocrisie del nostro rinsecchito mondo della comunicazione.
Un libro utile, perché aiuta a non perdersi d’animo e a tener duro in tempi durissimi.
Un bel libro… lo scoprirete solo leggendolo.

Sabato 6 Giugno a Chieti ore 18 presso la libreria De Luca si terrà una presentazione del libro.

Benvenuti a Chieti città d’arte e di cultura” diceva un famoso motto…

“Benvenuti a Chieti città d’arte e di cultura” diceva un famoso motto.
Ho provato a informarmi su come sia possibile vistare il sito archeologico del Teatro Romano sulla cui entrata è riportata la scritta “Ingresso libero tutti i giorni, escluso domenica”, nella pratica però l’area del sito risulta sempre chiusa ai visitatori.
Questo non è la constatazione che in questa città non siamo capaci ad offrire neppure una informazione ad un turista o a chi è interessato.

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Chieti di Sera e il turismo “autogestito”

Chieti ha i suoi tesori, più e meno nascosti e troppo spesso chiusi al pubblico.
Uno di questi è la Chiesa di san Giovanni Battista dei Cappuccini.
Quest’anno grazie alla splendida iniziativa di ‘Chieti di Sera’ organizzata da Giovanna Basti e da alcuni suoi amici ho avuto la possibilità di potervi partecipare e poterla scoprire e conoscere anche tanti altri angoli e storie legate alla nostra città. La cosa più bella è stata constatare la partecipazione che questa iniziativa ha riscosso, segno che la gente vuole vedere e conoscere la città. Il rammarico invece è pensare che bisogna arrivare a che le persone si organizzino autonomamente perché le istituzioni fanno troppo poco per il nostro turismo.

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Anfiteatro-Civitella

L’anfiteatro della Civitella di Chieti fra incuria, degrado e abbandono

vandali-CivitellaQuesto è il nostro Anfiteatro e il Parco archeologico più ricco di reperti d’Abruzzo, ma è anche lo scempio che ne è stato fatto, deturpato con scritte su pietre di 2.000 anni fa. In questo palcoscenico si sono esibiti artisti del calibro di Benigni, Battiato e Pino Daniele. È stata la location per anni dello ‪Stellario‬, la discoteca all’aperto che ogni sabato sera ha richiamato a ‪‎Chieti‬ migliaia di ragazzi da mezz’Abruzzo.
Questo è quello che purtroppo ne è oggi e che la nostra Chieti offre (e non offre) ai suoi possibili ‪#‎Turisti‬.
L’‪amore‬ per la nostra città e per i suoi numerosi beni non è in una scritta con lo spray ma è averne cura ogni giorno, riprendere quello che di buon in passato è stato fatto e iniziare col costruire un sistema turistico.
Non è un miracolo, ma una cosa piuttosto normale, basta volerlo. e il Parco archeologico più ricco di reperti d’Abruzzo, ma è anche lo scempio che ne è stato fatto, deturpato con scritte su pietre di 2.000 anni fa. In questo palcoscenico si sono esibiti artisti del calibro di Benigni, Battiato e Pino Daniele. È stata la location per anni dello ‪Stellario‬, la discoteca all’aperto che ogni sabato sera ha richiamato a ‪Chieti‬ migliaia di ragazzi da mezz’Abruzzo.
Questo è quello che purtroppo ne è oggi e che la nostra Chieti offre (e non offre) ai suoi possibili ‪‎Turisti‬.
L’‪amore‬ per la nostra città e per i suoi numerosi beni non è in una scritta con lo spray ma è averne cura ogni giorno, riprendere quello che di buon in passato è stato fatto e iniziare col costruire un sistema turistico.
Non è un miracolo, ma una cosa piuttosto normale, basta volerlo.

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Il turismo a Chieti… un errore di sistema

A fine 2012 in Piazza Valignani veniva inaugurato un totem interattivo touch screen per “stabilire un filo diretto tra il comune di Chieti e i cittadini e offrire informazioni utili real-time al cittadino e al turista” (si veda il seguente video).

Non so se qualcuno di voi ha mai provato ad usarlo o si è scoraggiato dopo 2 click vista la lentezza di risposta di questo arcaico accrocco o si è vergognato all’idea di provarlo temendo di essere deriso se fosse passato proprio in quel momento un amico dotato di uno smartphone di ultima generazione.

totem-spento-chieti-piazza-valignani1Inutile dire forse non ce ne era bisogno, qualcuno potrebbe obiettare “meglio averlo che non averlo”, ma nell’epoca degli smartphone è della georeferenziazione mi sembra una presa in giro quantomeno all’intelligenza vedere un monitor girato di 90° per dargli uno sviluppo verticale come se fosse un grosso smartphone e dove tutte le icone e informazioni testuali sono state concepite ruotandole nei 90° opposti per consentire all’utente una “normale” lettura una volta disposto per verticale  (i monitor pc/tv sono orizzontali per “standard”).
Cioè tecnicamente pura follia.

Dimenticavo due cose:
– 1°) il totem che nel futuro sarà degno di essere ricordato come una pietra di Stonehenge è spesso spento o preda di un errore di sistema… il sistema che manca a Chieti per fare turismo e informazione in un modo attuale e produttivo!
– 2°) ieri, domenica, c’erano alcuni turisti nel centro di Chieti, ‘esemplari’ ormai sempre più rari, che purtroppo non hanno potuto utilizzare questo servizio indispensabile visto che non a caso era spento!

turisti totem-spento-chieti-piazza-valignani2

 

Orto-di-città
poter 6x3 francavilla al mare

Messaggi d’amore su un 6×3 fronte/retro

Oggi percorrendo la strada che collega Chieti a Francavilla al Mare mi sono imbattuto in questo poster 6×3 che ha catturato la mia attenzione e non ho resistito a non fotografarlo.

Premesso che si tratta di un atto vandalico e che quel cartello appartiene a un privato, trovo interessante il fatto che il fidanzato o ex della persona in oggetto abbia fatto un uso fronte-retro del 6×3 che è qualcosa di pressoché unico e io solo per questo gli darei un premio.

Nadia detta “Puffetta” probabilmente percorre questa strada tutti i giorni, in un verso e nell’altro e il suo fidanzato ha voluto catturarne così la sua attenzione.
Nadia / Puffetta dai su perdonalo! Fallo per tutti i grafici e writers del mondo.

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Problema Processionaria a Chieti

processionaria_chietiOggi sia su Chieti Today che sull’ANSA c’è un articolo circa il problema della “Processionaria” che sta colpendo la nostra città in vari quartieri. Come riportato negli articoli questo insetto che colpisce le piante di pino è urticante e può rappresentare un problema soprattutto per i nostri amici a 4 zampe.
Io personalmente ne ho testimonianza diretta (si vedano le foto in questo articolo) nel mio quartiere in zona Terme Romane, a testimoniare che la cosa non riguarda solo la zona del Tricalle e Levante e non mi risulta che l’amministrazione comunale stia intervenendo in alcun modo, né facendo una campagna informativa al riguardo, né cercando di porre rimedio.

Se mi sbagliassi sul sito del Comune di Chieti oggi dovrebbe comparire qualche risultato cercando la parola “Processionaria”.

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Quando la comunicazione arriva dopo l’evento

Raccolgo da Facebook la testimonianza dell’amico chef Santino Strizzi e del gruppo MO LI VID che postano immagini di una ballerina che danza su un pianoforte a coda bianco, in molti chiedono informazioni perché la notizia come spesso accade sembra essere passata in sordina e non essere giunta al pubblico, sembra esserne la prova anche il fatto che nella foto di Santino non si vedono persone presenti intorno ai due artisti.
Ho fatto un po’ di ricerche e quello che sono riuscito a trovare è qualche trafiletto nei blog e quotidiani locali e una nota sul sito del Comune di Chieti.

carillon-vivente

Purtroppo quando non è pubblicizzato a dovere un evento, la gente ci capita, ma non ci accorre. È il solito problema di quando la comunicazione arriva dopo l’avvenuto evento.

foto_ballerina_chieti_mo_li_vid

maltattack chieti

Vorrei 1, 2, 3… 100 Maltattack per Chieti

image-maltattack-ilcentroL’ennesimo successo della manifestazione Maltattack organizzato dai giovani volontari dell’associazione Ga delle Acli di Chieti riapre un dibattito che va avanti da tempo su quale sia la reale vocazione di Chieti e del suo centro storico.

Maltattack, per chi non lo sa, è un evento poliedrico che a partire dallo scorso anno (2013) ha già raggiunto diverse edizioni e che prevede un cartellone composto da esibizioni di band musicali, laboratori d’arte e del riciclo, evoluzioni di skaters,  stand gastronomici con prodotti locali e tanto altro… il tutto allestito nella cornice e nello splendido scenario di Piazza Malta, meglio conosciuta dai cittadini di Chieti come la “piazza della verdura” perché da sempre sede quotidiana del mercato ortofrutticolo che si tiene nel centro storico della città.

Il ripetersi del successo ottenuto da questa manifestazione già nelle edizioni dello scorso anno e il crescente aumento della partecipazione di pubblico che giunge sempre più da tutto l’Abruzzo, fanno aumentare il rammarico del perché Chieti debba subire ancora l’appellativo di chi la vede ancora come ‘Città della Camomilla’ e non possa puntare ad essere riconosciuta in Abruzzo come “Città dell’Evento”

Maltattack è l’ennesima dimostrazione che Chieti è una location di forte attrazione, e il suo successo si aggiunge a quello avuto dagli eventi del Maggio Teatino, o a quelli a cui noi cittadini siamo ormai abituati da tempo come la Settimana Mozartiana organizzata nel mese di luglio, il Buskers Festival, il Presepe Vivente o la notissima Processione del Venerdì Santo.

In questo elenco non ho considerato le fiere mercato come il Choco Festival, raduni tematici, o il Settembre scalino che quest’anno ha visto il suo clou nella Notte Bianca.

Insomma visto il confermarsi di questi successi, perchè non valorizzare e estendere all’intero anno il programma artistico / culturale / di intrattenimento della città prevedendo eventi di questa caratura ogni mese?
Bisognerebbe puntare sempre più al miglioramento e alla promozione di questi eventi per un rilancio del Turismo del centro storico che non ha mai goduto di “buona salute” pur avendo tutte le carte in regola per poter dire la sua.