Lettera sull’Abruzzo a Pasquale Scarpitti di Ennio Flaiano

ennio_flaianoCaro Scarpitti,
adesso che mi ci fai pensare, mi domando anch’io che cosa ho conservato di abruzzese e debbo dire, ahimè, tutto; cioè l’orgoglio di esserlo, che mi riviene in gola quando meno me l’aspetto, per esempio quest’estate in Canada, parlando con alcuni abruzzesi della comunità di Montreal, gente straordinaria e fedele al ricordo della loro terra. Un orgoglio che ha le sue relative lacerazioni e ambivalenze di sentimenti verso tutto ciò che è Abruzzo.

Questo dovrebbe spiegarti il mio ritardo nel risponderti; e questo ti dice che non sono nato a Pescara per caso: c’era nato anche mio padre e mia madre veniva da Cappelle sul Tavo. I nonni paterni e materni anche essi del teramano, mia madre era fiera del paese di sua madre, Montepagano, che io ho visto una sola volta di sfuggita, in automobile, come facciamo noi, poveri viaggiatori d’oggi. Io ricordo una Pescara diversa, con cinquemila abitanti, al mare ci si andava con un tram a cavalli e le sere si passeggiava, incredibile!, per quella strada dove sono nato, il corso Manthonè, ora diventato un vicolo e allora persino elegante. Una Pescara piena di persone di famiglia, ci si conosceva tutti; una vera miniera di caratteri e di novelle che, se non ci fossero già quelle “della Pescara”, si potrebbe scavare. Ma l’ipoteca dannunziana è troppo forte, bisogna aspettare un altro poeta, e forse è già nato. Ciò che mi ha sempre colpito nella Pescara di allora era il buonumore delle persone, la loro gaiezza, il loro spirito. Tra i dati positivi della mia eredità abruzzese metto anche la tolleranza, la pietà cristiana (nelle campagne un uomo è ancora “nu cristiane”), – la benevolenza dell’umore, la semplicità, la franchezza nelle amicizie; e cioè quel sempre fermarmi alla prima impressione e non cambiare poi il giudizio sulle persone, accettandole come sono, riconoscendo i loro difetti come miei, anzi nei loro difetti i miei. Quel senso ospitale che è in noi, un po’ dovuto alla conformazione di una terra isolata, diciamo addirittura un’isola (nel Decamerone, Boccaccio cita una sola volta l’Abruzzo, come regione remota: “Gli è più lontano che Abruzzi”); un’isola schiacciata tra un mare esemplare e due montagne che non è possibile ignorare, monumentali e libere: se ci pensi bene, il Gran Sasso e la Majella sono le nostre basiliche, che si fronteggiano in un dialogo molto riuscito e complementare. Tra i dati negativi della stessa eredità: il sentimento che tutto è vanità, ed è quindi inutile portare a termine le cose, inutile far valere i propri diritti; e tutto ciò misto ad una disapprovazione muta, antica, a una sensualità disarmante, a un senso profondo della giustizia e della grazia, a un’accettazione della vita come preludio alla sola cosa certa, la morte: e da qui il disordine quotidiano, l’indecisione, la disattenzione a quello che ci succede attorno. Bisogna prenderci come siamo, gente rimasta di confine (a quale stato o nazione? O, forse, a quale tempo?) – con una sola morale: il Lavoro. E con le nostre Madonne vestite a lutto e le sette spade dei sette dolori ben confitte nel seno. Amico, dell’Abruzzo conosco poco, quel poco che ho nel sangue. Me ne andai all’età di cinque anni, vi tornai a sedici, a diciotto ero già trasferito a Roma, emigrante intellettuale, senza nemmeno la speranza di ritornarci. Ma le mie “estati” sono abruzzesi, e quindi conosco bene dell’Abruzzo il colore e il senso dell’estate, quando dai treni che riportavano a casa da lontani paesi, passavo il Tronto e rivedevo le prime case coloniche coi mazzi di granturco sui tetti, le spiagge libere ancora, i paesi affacciati su quei loro balconi naturali di colline, le più belle che io conosco. Poco so dell’Abruzzo interno e montano, appena le strade che portano a Roma. Dico sempre a me stesso che devo tornarci a “vederlo”. Non certo per scriverne, scrittori abruzzesi che possono dirci qualcosa dell’Abruzzo d’oggi non mancano, io indulgerei un po’ troppo nella memoria, non so più giudicare, capisci quello che voglio dire? O forse, chissà… questa lettera che mi hai cavato con la tua dolce pazienza non volevo scriverla, per un altro difetto abruzzese, il più grave, quello del pudore dei propri sentimenti. Non farmi aggiungere altro, statti bene e tanti saluti dal tuo,
Ennio Flaiano

tratto da “Discanto” di Pasquale Scarpitti, edito da Sarus

emiliano

con il ‘Sindaco di Puglia’ Emiliano

11406297_867678773268840_4122928058823036450_oEra venuto a Chieti un paio di mesi fa e questa mattina è tornato a trovarci il “sindaco di Puglia” Michele Emiliano, neo-governatore della Regione Puglia, una persona sempre piacevole da ascoltare e che quando parla non usa il ‘politichese’.
A pochi giorni dalla sua elezione a Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano oggi ha partecipato alla conferenza stampa con il candidato Sindaco Luigi Febo. Un confronto costruttivo e fatto di contenuti tra due realtà: quella pugliese e quella abruzzese, diverse per certi aspetti ma entrambe in possesso di un potenziale unico.

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Il mio primo risultato elettorale

Gli scrutini sono chiusi e mi sembra giusto ringraziare quelle persone che mi hanno dato la loro preferenza.
Non esulto perché avrei voluto fare di meglio, nonostante ciò, per essere stata la mia prima volta, 74 preferenze vogliono dire oggi essere il terzo della lista ChietiDomani e soprattutto il risultato di un candidato che ha corso da solo e non in coppia, e solo oggi ne inizio a capire il reale significato, quando la gente mi incontra e mi fa i complimenti.
Ringrazio tutte quelle persone che mi hanno “supportato e sopportato” in questo periodo, amici, parenti, ma in particolare mi preme ringraziare la mia fidanzata Silvia che è sempre al mio fianco, Andrea la cui disponibilità è stata esemplare e ‘zia Maddalena’ che nonostante non sia più una ragazzina, domenica è salita sulla sua auto ed è andata a prendere una per una le sue amiche per farle votare per me.
E poi Giovanni Di Paolo, una bella persona da non confondere con Bruno, il cognonimo teatino, che aspetta di vendersi al miglior offerente pur di salire sul carro dei vincitore.
Adesso siamo al “giro di boa”, portiamo avanti le nostre buone idee con Luigi Febo.

andrea_chietidomani

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Oggi 25 aprile presentata la lista civica CHIETI DOMANI

teresioOggi è una giornata importante, iniziata con la presentazione alla stampa questa mattina della lista CHIETI DOMANI con la quale sono candidato alle prossime amministrative di ‪#‎Chieti‬ e soprattutto per me coronata da un incontro particolare, con un signore di cui avevo tanto sentito parlare, ma mai avevo avuto l’onore di conoscerlo di persona, il signor Teresio Cocco, che da sempre si occupa di restauro conservativo dei palazzi del centro storico ed è curatore di un archivio fotografico e di documenti storici della nostra Chieti. Durante il nostro incontro mi ha detto: “c’è una parte di me in ogni angolo di questa città. Curatela e mantenetela bene”.
Colgo l’occasione per augurarvi un buon 25 Aprile, da quel 25 aprile, sono passati 70 anni di libertà.

Qui di seguito l’articolo pubblicato sul quotidiano Il Centro
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Distributore automatico di sacchetti per la raccolta differenziata

distributore_sacchi_raccolta_differenziata_1 distributore_sacchi_raccolta_differenziata_2Queste foto le ho scattate a Perugia e non a New York qualche giorno fa, come vedete si tratta di un distributore automatico di sacchetti per la raccolta differenziata ormai presente in tante città. Non sarà l’idea del secolo o la scoperta dell’acqua calda, ma penso che potrebbe essere una buona idea da implementare anche nella nostra città.
Soprattutto per chi vive nel centro storico mi sembra una soluzione molto più comoda e adatta all’esigenze di chi non può recarsi nell’ufficio delegato in Piazza Malta il lunedì ed il mercoledì dalle ore 10 alle ore 12.

I distributori automatici di sacchi per la raccolta differenziata sono in grado di erogare sacchi diversi sia per colore, dimensione o numero di sacchi. L’attrezzatura viene realizzata secondo le indicazioni tecniche del cliente e quindi sarà sempre una fornitura personalizzata. Le operazioni di erogazione sono semplici ed è facilmente utilizzabile anche dalle persone anziane.

volo-Pescara-Roma

Perché programmare il proprio viaggio con partenza da Roma se dall’Aeroporto d’Abruzzo può costare anche meno?

Da inizio aprile come molti sapranno è operativo il nuovo volo Pescara-Roma (3 voli al giorno di durata 55 min).

Fino ad allora per recarsi a Roma Fiumicino bisognava necessariamente andare in autobus, treno o automobile. Con questo collegamento si ha il vantaggio prima di tutto di risparmiarsi circa 250km di strada e per chi utilizza l’automobile anche dei costi di carburante, parcheggio e eventuale costo di noleggio.
Pescara-MadridIl vero vantaggio può interessare chi intende fare un viaggio verso una delle più di 90 destinazioni in Italia o nel Mondo servite da Alitalia.
Eccone una simulazione con stessa fascia oraria / stessi voli.

Io penso che possa essere una interessante opportunità per tutto il nostro territorio.

frase Facebook e baciatevi

L’amore ai tempi di Facebook

frase Facebook e baciateviUna cosa che mi ha sempre intrippato è soffermarmi davanti alle frasi più strane che si possono trovare scritte sui muri per strada. Oggi navigando tra pagine di Facebook mi sono trovato davanti a una foto trovata su una bacheca di un utente che riportava questo messaggio “Spegnete Facebook e baciatevi”, in questo tempo in cui si perde sempre più tempo dietro a un monitor e una tastiera e si da sempre meno spazio ai rapporti umani mi sembra un buon auspicio!

frase amore su cabina elettrica

treno passa una sola voltaE sempre della serie che gli aforismi non li hanno scritti solo personaggi come Oscar Wilde, eccovi un’altro paio di frasi “memorabili”…

san giustino chieti

Chieti la città più antica d’Italia

chieti antica italiaIl quotidiano Il Centro di oggi riporta una notizia molto interessante soprattutto per noi Teatini. Swide.com una rivista inglese di moda, viaggi e curiosità, che definisce Chieti la città più antica d’Italia, fondata nel 1181 avanti Cristo, con tra le meraviglie da non perdere la cattedrale gotica di San Giustino e il museo archeologico Villa Frigerj per il suo Guerriero di Capestrano. (il link all’articolo originale).

La città di Achille nella top ten delle più belle e sottovalutate nel centro Italia.

Unica abruzzese in classifica, segue in ordine di posizione Reggio Emilia, Ferrara, Bologna, Arezzo, Lucca, Siena, Urbino, Orvieto e Viterbo.
Che dire…  la storia dell’Antica Teate per una volta ha fatto sentire il suo peso! Speriamo che notizie come questa diano alla città il giusto risalto che merita e siano da spinta per un rilancio importante del suo turismo.